Al confine tra il Sannio beneventano e quello molisano, Sassinoro è facilmente raggiungibile dalla Strada Statale 87. Il centro si sviluppa alle falde orientali del Monte Rotondo, nel verde del Massiccio del Matese, tra incontaminate risorse ambientali e fertili distese di vigneti ed uliveti. Il paese è noto per aver ospitato, durante la sua infanzia ed il noviziato a Morcone, il giovane Padre Pio, che soleva recarsi in pellegrinaggio al Santuario di Santa Lucia del Monte, talvolta accompagnato dai suoi genitori ed altri pietrelcinesi. Il Santuario è meta oggi di continui pellegrinaggi, per la profonda misticità del luogo. L’edificio di culto fu realizzato nel XVII secolo attorno ad una grotta naturale, ma oggi si presenta inglobato in una struttura più grande, circondata da alberi e prati. Una leggenda vuole che in quella grotta scomparvero delle greggi che si trovavano al pascolo nei dintorni. I pastori per cercarle si addentrarono nella grotta, dove apparvero loro Santa Lucia e San Michele Arcangelo.
Anche a Sassinoro, il cui nome si vuol fare derivare da un sasso su cui volle riposare Papa Onorio, è consistente il numero delle festività religiose, a cominciare da quelle in onore del patrono San Michele, che si svolgono l’8 maggio e il 29 settembre presso il Santuario di Santa Lucia e le principali piazze del paese. Il 17 gennaio di ogni anno in occasione di Sant’Antonio Abate, nella contrada di Sassinoro denominata proprio Sant’Anton’, dopo la benedizione di tutti i presenti da parte del parroco, e con le note melodiose della Banda “Città di Sassinoro”, viene acceso il falò. La tradizione vuole che ognuno si rechi in tale contrada per questa occasione e si appresti a suonare la campanella posta di fianco ad una croce su di un masso a mò di altare, a ricordare un vecchio tempio di cui oggi non ci sono più tracce. In questa serata, dopo il fuoco di Sant’Antonio Abate, un gruppo di giovani con un abbigliamento del tutto particolare, in pratica con una casacca e cappucci bianchi, armati di campanacci, organetto e bufù, si avviano per le vie del paese annunciando l’entrata del Carnevale. Viene loro offerto un bicchiere di vino e prodotti della gastronomia locale tipici del periodo, come salami e salsiccie.
Nella serata del 7 Maggio di ogni anno, vigilia di San Michele Arcangelo, festività religiosa di Sassinoro che segna l’apertura dei pellegrinaggi al locale Santuario di Santa Lucia, vengono accesi dei fuochi in vari rioni del paese. Si comincia con quello della Piazza verso le 20.30 per proseguire con quello della zona Chiesa Madre e Portella, zona Valle e finire con quello di Contrada Simeoni. In segno di gratitudine ed ospitalità a tutti i presenti, in tutte le zone del paese vengono offerti prodotti caserecci come biscotti, rustici o scorpelle e un bicchiere di vino. Mentre durante il fuoco della piazza, che in pratica è il più grande e rappresenta la devozione al Patrono di tutto il paese, è l’Associazione Pro Loco che offre a tutti la “Andritata ammullata” ovvero nocciole e vino